VERSO IL CONGRESSO NAZIONALE DI
SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA'
22-23-24 OTTOBRE 2010

MANIFESTO per Sinistra Ecologia Liberta'
SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA'
22-23-24 OTTOBRE 2010

MANIFESTO per Sinistra Ecologia Liberta'
Dopo il Novecento
Il Novecento è finito. La contesa generale che ne ha scandito il calendario storico è stata quella tra Capitale e lavoro: sterminate plebi hanno fatto il proprio ingresso sulla scena pubblica, si sono date la forma e la cultura di un proletariato maturo,hanno plasmato la vita e lo stile delle nostre democrazie, hanno rotto il gioco secolare dello schiavismo e del colonialismo. In quella lotta aspra e spesso sanguinosa sul nesso che lega lavoro e libertà si sono stratificate le nuove culture della modernità: l’utopismo e il riformismo dei nuovi movimenti di massa, il marxismo, il cristianesimo sociale, il radicalismo liberal-democratico. Il Novecento è finito con la sconfitta del lavoro e la vittoria del nuovo Capitale finanziario. Tra le sue macerie rischia di rimanere sepolta la speranza di una società di “liberi ed eguali”,
che pure illuminò l’intero secolo, mobilitando in forme inedite quelle energie sociali e quelle passioni individuali che cambiarono il corso della storia. La sinistra novecentesca è stata la proiezione sulla scena pubblica di una planetaria spinta di emancipazione sociale e di liberazione umana. Nell’esperienza storica degli Stati comunisti quella spinta è stata invece soffocata e capovolta, e all’annuncio del “regno della libertà” si è sostituita la cortina di ferro e la pedagogia dei gulag. Anche le socialdemocrazie, che hanno realizzato uno straordinario compromesso tra i diritti del lavoro e il mercato capitalistico, sono state travolte dalla forza rivoluzionaria che
la nuova destra conservatrice mondiale traeva dalla crisi vorticosa dell’Est.
Tra la “storia è finita” e la “guerra infinita” si è giocata un’intera partita di egemonia e di dominio degli assetti di potere mondiale. Il potere ha tramutato la propaganda in pubblicità, ha reinventato le forme dell’immaginario di massa, ha riplasmato i desideri collettivi, ha covato le “uova di serpente” di una nuova antropologia, consumista fino all’auto-cannibalismo e individualisticamente nevrotica: non l’egoismo maturo di marxiana memoria, ma un egoismo dissipativo e cieco, capace di trasmutare la libertà in una coazione infinita all’acquisizione di status symbol. L’individuo, maschio e occidentale, compratore e venditore è il protagonista del mondo-market post-novecentesco. [...]
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